Le tre tappe fondamentali dell'intelligenza artificiale

July 7, 2022. 2 mins read
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Nel 1637 il filosofo e scienziato francese Cartesio predisse che un giorno le macchine sarebbero riuscite a pensare e prendere decisioni. Riteneva che alcune macchine avrebbero imparato a eseguire un compito specifico, alcune addirittura sarebbero state in grado di adattarsi al fine di svolgere molteplici ruoli. Prevedeva anche che le macchine non avrebbero usato parole per dare una risposta sensata a ciò che veniva detto in loro presenza e che sarebbero state prive di capacità di ragionamento.

Molti anni dopo, nel 1950, queste idee hanno costituito la base per il test di Turing. Noto anche come "gioco dell'imitazione", il test misura l'eventuale capacità della macchina di pensare in maniera intelligente, come un essere umano. Il termine "intelligenza artificiale" fu coniato nel 1955 dall'informatico John McCarthy.

ELIZA

Nel 1966 i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) svilupparono il primo chatbot, ELIZA. Attraverso l'elaborazione del linguaggio naturale, i ricercatori insegnarono al bot a usare il linguaggio umano anziché un codice informatico. Diversamente da molti chatbot di oggi, ELIZA comunicava solo mediante telescrivente e non era in grado di apprendere alcunché dalle conversazioni. Ciononostante ha spianato la strada agli attuali chatbot, quali ad esempio Siri e Alexa.

Un occhio alla statistica...

Nel 1988 la progettazione dei programmi iniziò a concentrarsi sulla determinazione della probabilità dei diversi esiti anziché sulla definizione di regole. I ricercatori dell'IBM pubblicarono A Statistical Approach to Language Translation, che introduceva i principi di probabilità. 

Il progetto di IBM consisteva nella traduzione di oltre due milioni di frasi nella coppia linguistica inglese-francese. Rappresentò un grande cambiamento in termini di approccio, che ci ha avvicinato ai metodi di apprendimento automatico dei nostri giorni.

Dai robot futuristici ai veicoli a guida autonoma

Guida autonoma

Nel 2018 Waymo ha lanciato a Phoenix, in Arizona, un servizio di taxi a guida autonoma; è il primo servizio commerciale effettuato con veicoli senza conducente. Questa tecnologia, prevista da General Motors nel lontano 1939, ora si sta diffondendo.

L'AI è essenziale per la guida autonoma: vogliamo che i veicoli si spostino come farebbero se al volante ci fosse un essere umano, evitando gli ostacoli o reagendo al comportamento degli altri veicoli sulla strada. Per arrivare a tanto devono essere in grado di rispondere agli imprevisti e avere contezza di ciò che li circonda. Gli sviluppatori puntano a conseguire tali obiettivi facendo ricorso alle reti neuronali: i sistemi informatici vengono progettati per apprendere proprio come gli esseri umani.

L'intelligenza artificiale ha una lunga e ricca storia, in cui alcune delle menti più brillanti si sono unite per sviluppare una tecnologia per applicazioni

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