I cobot sono davvero sicuri?

June 14, 2022. 3 mins read
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Secondo un report dell'International Federation of Robotics, nel 2017 nel settore manifatturiero globale si registravano in media 74 unità robotiche ogni 10.000 dipendenti. Data la crescente dipendenza del settore dalla robotica, i produttori devono accertarsi di adottare tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei lavoratori.

I robot industriali sono tradizionalmente considerati macchine pericolose destinate allo svolgimento di lavori sporchi, monotoni e pericolosi sulla linea di produzione e spesso vengono ingabbiati per evitare che causino infortuni ai lavoratori umani. Tuttavia esistono compiti che richiedono la combinazione tra la ripetibilità di un robot e la destrezza umana e che i grandi robot industriali non possono completare da soli.

Negli anni '90 i produttori iniziarono a introdurre robot industriali in grado di lavorare in modo sicuro vicino agli umani, costruendo robot collaborativi più piccoli, più leggeri e più sicuri rispetto ai robot industriali tradizionali.

Ora negli stabilimenti si usano cobot capaci di lavorare accanto all'uomo o direttamente con lui per contribuire a migliorare la produttività in vari compiti tra cui sollevamento, assemblaggio, ispezione o movimentazione di materiali pericolosi. Il maggior numero di macchine che lavorano fuori dalle gabbie non significa però che i produttori possano presumere che i robot collaborativi siano intrinsecamente sicuri.

Regolamentazione

Lo standard ISO/TS 15066 venne introdotto per la prima volta nel 2006 per garantire che tutte le macchine classificate come collaborative rispettassero determinati requisiti di sicurezza. Secondo la normativa, i cobot richiedono almeno una funzione di sicurezza come arresto di sicurezza controllato, guida manuale, monitoraggio di velocità e separazione o limitazione di potenza e forza.

Se i produttori intendono usare un robot in configurazione collaborativa, questo deve presentare almeno una delle suddette funzioni di sicurezza finalizzate a garantire che un eventuale contatto accidentale tra uomo e robot non si traduca in infortuni o lesioni.

I cobot sono davvero sicuri?

Valutazione del rischio

Al momento di introdurre una nuova apparecchiatura nello stabilimento, i produttori devono eseguire un'accurata valutazione del rischio. Questa valutazione deve considerare l'intera area di lavoro collaborativa e analizzare come si svilupperà l'interazione tra operatore e robot. I produttori devono prendersi il tempo necessario per accertare il rischio connesso a tutte le possibili situazioni di contatto tra operatore e cobot valutando l'esecuzione di ciascuna operazione prevista per il robot.

Gli ingegneri devono valutare con cura ogni azione che il robot eseguirà nel dettaglio poiché una valutazione eccessivamente semplificata non indicherà in modo preciso il livello di sicurezza del robot. I produttori devono considerare il concetto di sicurezza detto ALARA (as low as reasonably achievable - il minimo ragionevolmente raggiungibile). Questo concetto consiglia ai produttori di analizzare tutti i rischi che un'applicazione robotica implica, senza limitarsi a uno o due.

Completata la valutazione, il valutatore deve anche condividere le informazioni con gli operatori in quanto le persone che utilizzano la macchina hanno la necessità di conoscere i potenziali rischi. Dopo la rilevazione degli eventuali rischi, i valutatori devono anche indicare in quali modi provvederanno a contenerli tramite i controlli.  I valutatori devono inoltre collegare ciascun pericolo a un controllo, una fase che viene regolarmente saltata durante la valutazione.

Aggiunte

Sebbene un cobot sia ritenuto più sicuro di un ingombrante robot industriale, i produttori devono valutare in che misura un maggior numero di apparecchiature possa migliorare la sicurezza o aumentare il rischio di infortuni. Ad esempio, un cobot può operare in modo sicuro vicino agli umani, ma l'attrezzatura all'estremità del braccio può essere pericolosa se comprende una lama o una saldatrice.

Anche se i robot evitano agli umani i compiti pericolosi, i produttori non devono presumere che non esistano più rischi di infortuni. I produttori devono accertarsi che i robot che entrano in uno spazio collaborativo con gli umani non comportino più danni che benefici.

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