tecnologia

agosto 20, 2019

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Rimpiazzare, ricostruire o riparare?

Rimpiazzare, ricostruire o riparare?

Se vi chiedessi di pensare alle tre "R" dell'ambiente, probabilmente direste ridurre, riutilizzare e riciclare. Per quanto riguarda gli stabilimenti di produzione interessati a operazioni accessibili e sostenibili, sono diverse le tre parole che vengono in mente.

Fin dalla prima rivoluzione industriale, il settore della produzione è stato dominato da un modello aziendale lineare basato sul paradigma "prendi, fai, usa e smaltisci". Tuttavia, le lacune dell'economia lineare sono diventate evidenti negli ultimi anni, con il progressivo esaurimento delle risorse naturali e il conseguente aumento dei prezzi delle materie prime. Di conseguenza, molti apprezzano un modello rigenerativo in cui si utilizzano più volte i componenti grazie ai suoi vantaggi sul fronte economico e ambientale.

I guasti alle attrezzature sono frustranti, scomodi e non sempre facili da gestire. Il produttore deve scegliere come procedere, se sostituire i pezzi con nuovi componenti, ripararli o ricostruirli. La sostituzione di un componente può sembrare il modo più semplice per risolvere il problema, ma non sempre è l'opzione più economica. Al contrario, fare ricorso all'economia circolare, optando per un pezzo riparato o ricondizionato può essere un modo efficace per ridurre al minimo i tempi di inattività e pensare all'ambiente.

Trovare il giusto approccio

Cosa devono quindi considerare i produttori quando le attrezzature si rompono? Il primo fattore è la garanzia, che può coprire la maggior parte dei costi di manutenzione dell'unità, in particolare per il primo anno di vita utile. Per i problemi che si presentano dopo il primo anno, i tecnici della manutenzione applicano tradizionalmente la regola 50/50, che indica che la riparazione ha senso quando la somma dei ricambi e delle spese di manodopera non supera la metà del valore originario del macchinario. Tuttavia, i sostenitori del modello aziendale circolare tendono a essere in disaccordo, sostenendo che vale sempre la pena ricondizionare o riparare a meno che il costo della riparazione non superi l'acquisto di una nuova unità. Chi crede nell'economia circolare riterrebbe inoltre che è errato sostenere che l'attrezzatura si romperà più di frequente solo perché è vecchia.

Oltre ai termini della garanzia e ai costi della ricostruzione o riparazione, vi sono altri fattori da tenere in considerazione. Il primo è il campo in cui il macchinario opera poiché vi sono settori, quali la produzione biomedica, in cui le normative obbligano i produttori a sostituire le attrezzature a intervalli regolari, rendendo impossibili il ricondizionamento o la riparazione.

Infine, uno degli aspetti più importanti da considerare è se l'attrezzatura richiesta è ancora in produzione da parte del produttore originale (OEM) o se è diventata obsoleta. In questo caso, potete affidarvi a EU Automation per il ricambio: una soluzione comoda e veloce. EU Automation fornisce anche pezzi nuovi e ricondizionati per aiutarvi a mantenere l'operatività della vostra produzione quando l'attrezzatura subisce un guasto.

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